Il ciclo dei rifiuti, il piano regionale dei rifiuti del Lazio

Luisa Melara, ex AD di Ama e Monica Tommasi, Amici della Terra, moderate da Susanna Spafford hanno esaminato il Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio, durante l’evento online di presentazione del nostro quaderno “La gestione dei rifiuti. Viaggio guidato fra Roma Capitale e Regione Lazio”.

L’aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio, approvato dal Consiglio Regionale il 5 agosto 2020, vede ancora previsioni ottimistiche di riduzione dei rifiuti, sviluppo della differenziata fino al 70% entro il 2025, suo effettivo riciclo. In realtà, dal punto di vista impiantistico, non prevede alcun incremento della capacità di recupero di energia, nemmeno dalla frazione organica, per la quale si parla solo di compostaggio e non di biodigestori, e affida tutto all’entrata in funzione, nel 2022, dell’impianto di recupero di materia di Colleferro, dal quale, peraltro, si prevede che escano materiali che, in gran parte, dovranno essere ancora smaltiti in discarica. Ciò a fronte di una drammatica carenza di impianti di discarica sul territorio regionale.

Il Piano regionale dei rifiuti sembra nascere quindi già vecchio. Quali iniziative dovrebbe prendere il sindaco di Roma per riuscire ad adeguare la raccolta differenziata in quantità e qualità agli obiettivi di riciclo imposti dalla nuova normativa europea? 

Luisa Melara: il piano regionale varato non consentirà alla regione i risultati che il piano dichiara di voler raggiungere. Non fa i conti con lo stato dell’arte in cui si trova AMA, la situazione di crisi della municipalizzata non consente di programmare investimenti per l’ammodernamento degli impianti esistenti. 

Monica Tommasi: In una città di gradi dimensioni, che produce circa il 60% dei rifiuti di tutta la regione, è necessario avere un sistema che consenta di definire l’intero processo. Anche una efficiente raccolta differenziata non risolverebbe il problema. E‘ necessario avere impianti sufficienti e puntare ad obiettivi sfidanti.

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