Campidoglio, #micandidoanchio

Sconsolati dal carosello delle candidature improbabili, che davvero abbassano il livello della discussione pubblica, fino a far diventare le elezioni romane una macchietta, per giunta senza il conforto di uno straccio di programma, specialmente da parte della destra, affezionata ai soliti slogan ad effetto, abbiamo lanciato una pacifica quanto ironica campagna sui social, #micandidoanchio. Siamo già in centinaia ad aver cambiato la nostra immagine di copertina nei social. Ci arrivano telefonate da oltre Oceano. Qualche familiare si è seriamente preoccupato e qualche amico ha pensato che facessimo sul serio, garantendo il suo voto spassionato.

L’iniziativa è solo la più recente organizzata da Tutti per Roma in relazione alle prossime elezioni comunali: insieme a Cittadinanzattiva Lazio, alla fine di giugno 2020 abbiamo lanciato una lettera-appello alla città e alle forze politiche e sociali, sottoscritto nei mesi successivi da centinaia e centinaia di cittadini, in cui si mettevano in evidenza alcuni aspetti cruciali della futura campagna elettorale per il Campidoglio.

Proprio pochi giorni fa, il testo, corredato dalle firme, è stato consegnato a tutti i segretari dei partiti dell’area cosiddetta larga, quella, per intenderci, antifascista e non grillina. Cosa dice l’appello? Che “esistono diversi modi di preparare e condurre una campagna elettorale”. Quanto poi alla pretestuosa contesa, montata ad arte da alcuni media, dei 7 nani contro uno, come anche il reclamare l’intervento delle segreterie nazionali per la scelta del candidato sindaco della Capitale, vorremmo sommessamente ricordare che, prima di tutto, sarebbe ora che Roma avesse un sindaco vero e capace, che metta in primo piano la città, di cui ci si ricorda solo quando si deve fare polemica; per il restante tempo, di solito, viene abbandonata a sé stessa.

Leggi l’articolo di Emma Amiconi su RomaReport

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