Nuova governance

Una governance adeguata alla mission di Roma capitale

Per tutti i cambiamenti auspicati nella nuova consiliatura non sarà sufficiente il ricambio politico se non sarà messo in atto un nuovo disegno organizzativo della macchina comunale, più efficiente e decentrato,  che consenta di riprogettare la città e il suo futuro in una relazione stabile e continuativa con i partner della Regione, ASL, Città Metropolitana e Municipi.

Ridefinire il ruolo della città metropolitana di Roma

L’attuale Giunta Comunale non ha colto il senso e le potenzialità della Città Metropolitana, che, superando la ex Provincia, deve coincidere con una diversa visione di Roma in rapporto al territorio circostante. Per questo motivo, si rende necessario un Piano Strategico Integrato per lo sviluppo omogeneo di tutta l’area metropolitana, che comprenda le linee per lo sviluppo economico ed industriale, per la tutela ambientale, per il controllo degli insediamenti con nuovi strumenti urbanistici, per la mobilità, le reti dei servizi e delle infrastrutture. Fissando altresì vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio metropolitano.

Comune e municipi: diversificazione delle competenze e decentramento

Per un rilancio di Roma Capitale in sinergia con tutti i comuni dell’area metropolitana, va riformato lo Statuto di Roma Capitale. Sarebbe giusto ipotizzare, per il Comune di Roma, un ruolo esclusivamente politico/legislativo, di indirizzo e controllo, conferendo ai 15 Municipi autonomia di bilancio, di amministrazione e di gestione sulla base di funzioni anche minori di quelle attuali, ma bene individuate. Ad esempio, decentrare ai Municipi maggiori responsabilità nella realizzazione di interventi di trasformazione urbana, di manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi pubblici, di parchi e giardini, nella gestione e finalizzazione degli oneri urbanistici esito delle iniziative edilizie private. Vanno attribuite ai Municipi le politiche sociali, con adeguate risorse economiche insieme a tutte le attività che richiedono un contatto ravvicinato con la cittadinanza.

Comune e aziende partecipate: riorganizzazione societaria delle funzioni

È sotto gli occhi di tutti un sistema di Aziende partecipate dal Comune profondamente in crisi. Queste, tranne poche eccezioni, non sono in grado di assolvere al proprio mandato istituzionale per il forte indebitamento e per l’endemica carenza di risorse umane e strumentali. Occorre quindi agire ridefinendo ruolo e funzioni delle partecipate, distinguendo con chiarezza la funzione d’indirizzo spettante al Comune e l’autonomia gestionale spettante all’apparato dirigente ed amministrativo, onde evitare pericolose ingerenze, le cui conseguenze ricadrebbero interamente sulla cittadinanza.

Trasparenza e controllo di appalti e subappalti

Un aspetto su mettere mano riguarda gli appalti e subappalti esterni per l’espletamento delle attività comunali. Si tratta di servizi che non hanno funzionato, forniti nell’ottica del mercato libero, ma senza controlli e verifiche. L’assegnazione delle gare col criterio del prezzo più basso ha determinato la cattiva esecuzione di compiti ed opere (come, ad esempio, la raccolta dei rifiuti di attività commerciali e la gestione del trasporto pubblico periferico), ma anche danni a consistenti fasce di lavoratori che subiscono trattamenti salariali diversi, minori diritti e tutele sociali. L’applicazione del codice degli appalti da parte di Roma Capitale deve garantire comunque la qualità delle prestazioni appaltate e il rispetto del dettato normativo in termini di retribuzioni e diritti.