Gli incontri di Tutti per Roma sulla gestione dei rifiuti

Gli incontri di Tutti per Roma sulla gestione dei rifiuti

Il 19 maggio alle 18,00 su piattaforma Zoom e in diretta streaming nella Pagina Facebook di Tutti per Roma, il confronto sul tema “Rifiuti, portare Roma in Europa e L’Europa a Roma. Come realizzare una gestione industriale dei rifiuti?”

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Si tratta del primo di un ciclo di  incontri attorno ad alcuni temi specifici, partendo da quanto contenuto nel nostro Quaderno “La gestione dei rifiuti. Viaggio guidato fra Roma Capitale e Regione Lazio” per raccogliere opinioni e idee di operatori provenienti da diverse realtà economiche della città, da cittadini, da esperti del settore.

All’incontro abbiamo invitato due delle maggiori Associazioni di aziende private e pubbliche che  gestiscono  rifiuti, una storica associazione ambientalista,  un movimento di attivismo civico,  un sindacato confederale, insieme ad un Comitato di Quartiere romano che  illustrerà un caso emblematico di conflitto sociale determinato dalla proposta di insediare un impianto di trattamento rifiuti.

Dopo quaranta anni di smaltimento in discarica dei rifiuti di Roma e circa otto anni di scelte incerte e inconcludenti, da lungo tempo l’area metropolitana della Capitale è in una crisi endemica ed insostenibile. Tutti reclamano la realizzazione  di adeguati servizi per la pulizia ed il decoro della città, l’adozione di  idonei sistemi e mezzi  per la raccolta nonché  la costruzione di impianti sicuri ed efficienti  per il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti.                                  

Non è più il tempo di proposte parziali che non contemplino la puntuale applicazione ed  implementazione dei principi, degli indirizzi e delle prescrizioni  della Unione Europea: autosufficienza, prossimità, perseguimento dell’Economia Circolare, applicazione delle migliori tecnologie disponibili. D’altra parte, la disamina di quanto è stato realizzato nella stragrande maggioranza delle aree metropolitane ed urbane dell’ Europa, indica che la via obbligata è l’attuazione di una gestione industriale ed integrata dei rifiuti. Perché ciò si compia è necessario partire da un’analisi puntuale delle peculiarità del territorio interessato  individuando poi gli obiettivi che si intende perseguire e le scelte conseguenti. Solo successivamente si possono  definire i programmi di  intervento per la realizzazione dei servizi e degli impianti necessari. Infine, è indispensabile  offrire alla città  un’informazione compiuta e chiara su quanto si intende fare, nonché instaurare un assiduo confronto con i cittadini e  le categorie sociali ed economiche interessate. Tutto ciò al fine di recepire istanze e suggerimenti ed ottenere il necessario consenso alla realizzazione dei servizi e degli impianti previsti.

Il programma

Introduce: Emma Amiconi, portavoce di Tutti per Roma. Roma per Tutti
Coordina: Luigia Mirella Campagna, Coordinamento Tutti per Roma. Roma per Tutti

Intervengono:

Natale Di Cola,  Segreteria CGIL  Roma e Lazio
Rosa Filippini, Direttrice dell’Astrolabio, il giornale degli Amici della Terra

  • Economia Circolare nella gestione dei rifiuti: è una utopia o una concreta prospettiva? Cosa si può fare subito e cosa manca ancora per attuarla?
  • Raccolta dei rifiuti: quali sono le modalità migliori per ottenere quantità e qualità alte, per poi realizzare un  riciclaggio efficiente e sostenibile per l’ambiente e l’ economia?
  • Smaltimento in discarica: come se ne può ridurre l’uso? Se ne può fare a meno in assoluto?

Filippo Brandolini, Vice Presidente UTILITALIA
Chicco Testa, Presidente FISE Assoambiente

  • Gestione industriale dei rifiuti: perché è necessaria e come attuarla
  • Luci ed ombre del recupero di materia: se si incrementa considerevolmente la raccolta differenziata per ottenere il 65% di riciclaggio, quali conseguenze sono prevedibili? Le diverse filiere produttive ed il mercato nazionali, saranno in grado di  utilizzare tutte le materie prime seconde recuperate? Oppure si dovrà ricorrere all’esportazione?
  • Luci ed ombre del recupero di energia: sono sufficienti i termovalorizzatori oggi presenti in Italia? Le tecnologie disponibili sono efficienti, ambientalmente sicure e sostenibili? Cosa è necessario fare per rassicurare l’opinione pubblica ed acquisire il necessario consenso alla realizzazione di nuovi impianti?

Elio Rosati, Segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio
Nadia Nappi, Segretario del Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona

  • L’impatto sulla città e la collaborazione dei cittadini: quanto contano l’informazione ed il coinvolgimento dei residenti?
  • Come gestire i fenomeni NIMBY e come distinguerli dalle legittime preoccupazioni?
  • E’ pensabile prevedere forme di “risarcimento” per i quartieri e le zone in cui sono presenti impianti?

Conclude: Roberto Caggiano, Coordinamento Tutti per Roma. Roma per tutti                                                                                      

Un commento

  1. Uranio Mazzanti

    Buonasera,
    ritengo possa essere utile prendere esempio da quanto fece negli anni ’70 Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, che commissionò uno studio al Massachussets Institute of Technology che fu poi pubblicato nel 1972 come “I limiti allo sviluppo” (rapporto Meadows).
    Ogi quel che ritengo opportuno sia un rapporto “competente, non ideologico e oggettivo” sui “limiti al riciclaggio”.
    L’approccio alla stessa economia circolare necessita a mio avviso di criteri di oggettiva fattibilità tecnico economica che si riferiscano, ad esempio quanto a prodotti generati, a un mercato reale.
    In particolare penso che sia urgente una valutazione critica degli obiettivi (e limiti…) della raccolta differenziata degli RSU
    Ritengo infatti che il grande interesse economico e politico su questo fondamentale tema abbia assunto una valenza di dogma da perseguire ad ogni costo, senza una comparazione con alternative (impopolari) di (tecnicamente, economicamente e ambientalmente possibile?) “termocombustione tal quale”.
    Quest’ultima “eresia” alla luce di quel che a me appaiono aspetti non secondari come:
    1.- gli aspetti igienico sanitari (anche di possibile contagio per gli operatori)
    2.- l’ esistenza di un vero mercato (non protetto) dei prodotti recuperabili (e dunque garantiti per qualità) che andrebbero invece persi con la combustione (FORSU , carta e cartone e plastiche)
    3.- lo smaltimento dei fanghi di depurazione e del loro inquietante destino nella filiera agricola
    4.- i limiti del compostaggio come strumento di smaltimento e dei rischi di antibiotico resistenza

    mi fermo…..

    Peccei incaricò asuo tempo una struttura competente terza come il MIT.
    Propongo ad Amici della Terra e a Tutti per Roma di raccogliere e offrire le risorse, con una sottoscrizione diffusa (crowdfunding), le risorse economiche, non al MIT o al Fraunhofer Institut, ma al nostro competente, autorevolmente terzo ma squattrinato ENEA di redigere un tale stato dell’arte.

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