Si comincia a vedere una luce a sinistra. Tutti per Roma, capitale europea

Arrivata piuttosto in ritardo, la riunione che si è svolta il 14 ottobre 2020, con la presenza di tutti i partiti di area e dei presidenti dei municipi di opposizione, va accolta positivamente, come l’avvio di un percorso verso le decisioni che ci aspettiamo, afferma Tutti per Roma. Roma per tutti. Ieri, infatti, per la prima volta è stata formalizzata l’adesione di tutti i convocati ad un’unica visione, ad un unico processo propositivo che consentirebbe di colmare il divario che si è andato creando tra elettori e partiti.
Quanto poi alla pretestuosa contesa, montata ad arte da alcuni media, dei 7 nani contro uno, che implica come conseguenza il reclamare l’intervento delle segreterie nazionali per la scelta del candidato sindaco della Capitale, vorremmo ricordare che, prima di tutto, gli elettori romani sono perfettamente in grado si scegliere, sanno benissimo chi merita e chi no, chi si è guadagnato
fiducia e rispetto sul campo, chi saprebbe governare la complessità alla quale è chiamato il futuro sindaco/a: scegliamola bene, questa candidatura, allora, perché sarebbe ora che Roma avesse un sindaco vero e capace, che metta in primo piano la città. (Del resto si suppone che le segreterie romane e quelle nazionali siano già in contatto costante).

Le nostre iniziative

Ci auguriamo che alla riunione di ieri seguano rapidamente incontri aperti alla città e alle realtà civiche, ai quali siamo più che pronti a dare il nostro contributo di idee, competenze e proposte. Tra queste, il contenuto del nostro primo “Quaderno sulla gestione dei rifiuti. Viaggio guidato tra Roma Capitale e Regione Lazio” e lo sviluppo della “nostra idea di città” articolata in sei punti consultabili nel nostro sito web.
Del resto proprio Tutti per Roma.Roma per tutti, insieme a Cittadinanzattiva Lazio, alla fine di giugno 2020 ha lanciato una lettera appello alla città e alle forze politiche e sociali, sottoscritto nei mesi successivi da centinaia e centinaia di cittadini. Vi si mettevano in evidenza alcuni aspetti cruciali dell’imminente campagna elettorale per il Campidoglio. Pochi giorni fa il testo, corredato dalle firme, è stato consegnato a tutti i segretari dei partiti dell’area cosiddetta larga, quella, per intenderci, antifascista e non grillina.


Cosa dice l’appello?

Che “esistono diversi modi di preparare e condurre una campagna elettorale”, cominciando da quello che noi stessi, cittadini impegnati nell’ambiente civico, indipendenti ed autonomi da partiti ed organizzazioni tradizionali, innamorati della città, e molto preoccupati per il suo futuro, riteniamo essenziale.
Ecco i titoli dei 5 punti, tutti esposti e argomentati nel testo dell’appello:

  1. radicale discontinuità con i decenni passati
  2. apertura della città e rinnovamento della classe dirigente
  3. percorso strutturato di ascolto della città reale
  4. programma chiaro e veritiero
  5. candidatura unitaria a sindaco/a e definizione della squadra di governo.

A proposito di candidature

Infine, in queste ore, sconsolati dal carosello delle candidature improbabili, alcune decisamente comiche e per giunta senza uno straccio di programma – specialmente a destra – abbiamo lanciato una pacifica quanto ironica campagna sui social:

#micandidoanchio.

Siamo già in centinaia ad aver cambiato la nostra immagine di copertina nei social. Qualche amico si è seriamente preoccupato e ha pensato che facessimo sul serio, garantendo il suo voto spassionato. No, state tranquilli, si tratta di una provocazione, non ci saranno centinaia di candidati, ma migliaia e migliaia di cittadini sono pronti a fare la loro parte, nel solco dell’interesse generale e alla collettività. Perché l’esercizio della partecipazione politica e civica comincia ben prima del momento del voto e non si riduce solo a quello.

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