A proposito della campagna elettorale romana

Cogliamo lo spunto offerto da una interessante e in parte condivisibile intervista rilasciata da Stefano Fassina all’agenzia stampa Dire a proposito della campagna elettorale romana, su cui Tutti per Roma. Roma per tutti ha lanciato da qualche settimana un appello alla città, per approfondire due questioni che ci stanno particolarmente a cuore.
di Emma Amiconi (*)


L’unica strada è l’unità

Al netto della libertà di ogni organizzazione politica di creare nuovi contenitori di idee (anche se non sono le idee che mancano a Roma, caso mai la classe dirigente – in senso lato – che le sappia mettere in pratica), fa un po’ specie la nascita di un ennesimo pensatoio o rete che dir si voglia (“Roma Ventuno, coalizione sociale .. mettiamo insieme le personalita’ che in questi anni a Roma sono state impegnate sul versante della solidarieta’, sul versante dell’ambiente, della cultura e del volontariato… “ dice Fassina), che si aggiungerebbe  alle molte già attive anche nella stessa “area di riferimento” dell’intervistato.

Continuando così, i gruppi civici, ambientalisti, del volontariato e della solidarietà riceveranno talmente tanti inviti che non sapranno più a chi dare i resti. Non è questo il metodo né il percorso che abbiamo provato a delineare nell’Appello di Tutti per Roma alla città e alle forze politiche e sociali. Abbiamo parlato di lavorare insieme, non ciascuno col suo micro/medio bacino di simpatizzanti. Tutti insieme per la città. E’difficilissima questa strada, ma se non si comincia, accettandone anche la sfida implicita, la campagna elettorale sarà l’ennesima occasione perduta per ridare fiducia e speranza agli elettori e ai cittadini tutti. Per farci tornare a votare con convinzione. Per far tornare a votare tutti quelli che ormai da tempo non lo fanno più. Moltiplicare gli spalti significa invece dividere, parcellizzare, atomizzare le forze e le energie. Ma non lo avete ancora capito che l’unica strada è unire, cooperare, confrontarsi, allargare gli orizzonti, cambiare le parole? Se i partiti, anche del centro e della sinistra, pensano di fare una campagna elettorale disuniti, di fatto la faranno contro e non insieme ai cittadini, e non saneranno nessuno dei debiti di credibilità e di fiducia, che hanno accumulato negli ultimi decenni verso la città di Roma.

Il valore politico dell’attivismo civico

Niente da dire sulla intenzione di chiunque lo desideri di candidarsi alle eventuali primarie, ci mancherebbe. E’ il concetto di testimonianza, contrapposto a quello di politica, che troviamo nella stessa intervista, a sorprenderci. Forse abbiamo capito male, ma sembrerebbe che fare politica significhi solo candidarsi. E che quindi la politica = il potere di prendere le decisioni che contano (e di metterle in pratica) sia una prerogativa esclusiva degli eletti. Non candidarsi significa invece fare testimonianza – ovvero non fare politica – ma pontificare senza alcun potere di incidere nella realtà. Ecco, se il senso è questo, siamo tornati indietro di qualche decade, come se né la realtà che viviamo, né i risultati della ricerca sociale ci avessero insegnato nulla su come stanno andando effettivamente le cose nel mondo. Sarebbe come dire che i gruppi di attivismo civico, di impegno sociale, di tutela dei diritti dei più deboli, e così via discorrendo servissero solo come anticamera del cambiamento, perché poi il potere di modificare le cose, è prerogativa dei consigli comunali o municipali. A noi sembra invece che la politica, o meglio le politiche pubbliche, siano sempre più un ambito che ci riguarda tutti, e dove tanti stanno facendo la propria parte: anche i cittadini attivi, sebbene indipendenti dai partiti. Anche quelli che non intendono candidarsi, proprio perché ben sanno che la politica (intesa come partecipazione effettiva alle scelte della vita pubblica, nel nome dell’interesse generale) si fa in tanti modi, tutti di serie A e senza nessun complesso di inferiorità verso le forme tradizionali. Anche il migliore dei nuovi consigli comunali di questa nostra martoriata città non sarà in grado di modificare uno spillo senza la forza, l’esperienza e la competenza maturate nell’ambiente della partecipazione civica.

(*) Fondatrice e portavoce del Coordinamento Tutti per Roma

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